Temple bar
A suon di viaggi,  Irlanda

Musica irlandese: storia e curiosità

Visitare Dublino non significa solo girare la città di giorno con i suoi musei che raccontano la storia delle birre o dei whiskey irlandesi, o passare mezza giornata rilassandosi a Phoenix Park, o magari visitare una delle sue belle chiese gotiche. Visitare Dublino significa anche vivere questa città la sera, e non c’è posto migliore per farlo del quartiere Temple Bar.

Qui abbiamo passato tre magnifiche serate accompagnate da ottime cene, Irish Bar gremiti di persone vivaci, qualche pinta di Guinness ovviamente, ma soprattutto dell’allegra musica irlandese.

Infatti, in quasi tutti i pub della zona sono soliti esibirsi gruppetti musicali dalle più disparate formazioni che imbracciano strumenti a noi praticamente sconosciuti.

A nostro parere è impossibile non ballare ascoltando queste performance tecniche dai ritmi sfrenati. Sfidiamo anche i più restii a non iniziare a battere almeno il piede inconsapevolmente.

Godetevi quindi l’allegria e le armonie di questa musica, ma prima dovete assolutamente conoscerne i segreti. È una musica che canta la storia di un paese, it’s the Irish music!

La storia della musica irlandese

Le prime testimonianze della musica tradizionale irlandese risalgono al primo secolo avanti Cristo. Si tratta di un periodo molto florido musicalmente parlando e in quest’epoca nascono i tratti peculiari della melodia celtica. È il tempo dei bardi, poeti cantanti che intrattenevano le corti narrando le gesta delle casate nobili accompagnandosi con l’arpa.  

I bardi appartenevano a una classe sociale privilegiata ed erano avvolti da un alone di misticismo e fantasia che è riuscito a sopravvivere alle invasioni inglesi e alla fine della nobiltà gaelica. Si sono però dovuti adattare e, da nobili quali erano, sono diventati musicisti erranti che si rivolgevano al popolo. I loro palcoscenici erano le piazze e le feste cittadine, mentre i temi cantati abbracciavano il mondo del vivere quotidiano.

Nel medioevo la musica accompagnava i canti il cui tema principale era l’amore, ma ben presto ha iniziato ad acquisire un significato sempre più politico. L’Irlanda subì le invasioni anglo-normanne poco dopo il 1100 e venne conquistata completamente dagli inglesi all’inizio del Seicento. La musica cambiò veste e diventò così uno strumento di aggregazione e di consolidamento di un orgoglio nazionale sentito tutt’oggi.

Poiché i musicisti erano considerati dei fomentatori di ribellioni, la corona Inglese iniziò a imporre leggi contro le tradizioni gaeliche. Durante il periodo di Elisabetta I, verso la fine del Cinquecento, i musicisti itineranti furono messi al bando, anche se alla sua corte le melodie irlandesi venivano molto apprezzate.

Nel XVII secolo venivano eseguiti canti chiamati Seán-Nós, ovvero “vecchio stile”. Era una espressione musicale tipicamente irlandese, con un ritmo libero e non trascrivibile in quanto legato allo stato d’animo dell’artista.

Nel XVIII secolo comparvero le canzoni patriottiche chiamate Aisling, “visione” in gaelico. Queste avevano come argomento principale l’Irlanda, descritta con metafore diverse. Ad esempio il Paese veniva paragonato a una rosa o a una bella ragazza.

Con il passare del tempo anche i ceti sociali più elevati iniziarono ad apprezzare le raccolte di canzoni e le melodie popolari. È il periodo rinascimentale e anche in Irlanda, come nelle altre nazioni, si riaccende il sentimento nazionalistico.

Nel 1842, da una iniziativa proposta dal giornale The Nation furono pubblicate molte nuove ballate cantate sulle melodie tradizionali. L’iniziativa ebbe un grande successo e aiutò a rilanciare l’interesse nei confronti del patrimonio musicale irlandese. I pub sing-song, come venivano chiamati, erano i canti più famosi. Si trattava di canzoni conviviali che venivano eseguite nei pub la sera.

Tra i 1845 e il 1849 una grave carestia colpì l’Irlanda. È conosciuta con il nome di “la grande fame” (An Gorta Mór) perché è stata causata da una patologia delle patate provocata da un oomicete, la pernospora della patata e del pomodoro.

Infatti, in quel periodo questo tubero era il nutrimento principale degli irlandesi. Le intossicazioni avvenute a causa della malattia causarono la morte di milioni di persone e molta gente, tra cui anche i musicisti, emigrò in America o in Australia.

Le ripercussioni economiche e sanitarie ebbero effetto anche sulla musica irlandese e molti canti in gaelico scomparvero.

Nel 1893 fu fondata la Lega Gaelica per la salvaguardia e la rinascita della cultura autoctona. Inoltre con l’invenzione del fonografo e la successiva nascita della radio l’interesse nei confronti della musica prese nuovamente vita.

I musicisti emigrati e diventati famosi in America, come il flautista Francis O’ Neill, entrarono in contatto con altri stili musicali, ad esempio il jazz e il blues. La musica Irlandese iniziò così a fondersi con altri stili.

Nel 1958 venne prodotto il film “Io sono l’Irlanda” che aveva come colonna sonora dei brani di musica tradizionale irlandese arrangiati per orchestra sinfonica da Seán Ó Riada. La musica irlandese diventò famosa in tutto il mondo e il musicista, anche grazie all’industria dello spettacolo, ritrovò una propria identità dopo secoli di persecuzioni e umiliazioni.

I tipici strumenti musicali

Arpa

L’arpa è lo strumento maggiormente utilizzato ai tempi dell’Irlanda celto-gaelica. Gli Irlandesi sono molto affezionati alla sua capacità espressiva tanto che l’arpa è diventata un simbolo della Nazione. Infatti la sua immagine compare sulle monete ed è diventata il logo di molte aziende che vogliono sottolineare le loro origini, sono un esempio la fabbrica della Guinness e la compagnia aerea Ryanair. Al tempo dei bardi l’arpa era di forma triangolare e di piccole dimensioni, un aspetto che ricorda la lira.

Le corde del modello irlandese sono costruite in metallo e per ottenere i suoni cromatici è stata dotata di tiranti posti sul lato superiore dello strumento.

L’arpa più famosa è conservata in una teca nell’Old Library del Trinity College a Dublino. Si tratta di uno dei pochi esempi di arpa gaelica tradizionale sfuggiti alla distruzione. Infatti ne esistono solo altri due esemplari che sono conservati nel museo nazionale scozzese: la Lamont Harp e la Queen Mary Harp.

La leggenda narra che l’arpa conservata al Trinity College appartenesse al grande Re gaelico Brian Bórumha mac Cennétig (governò l’Irlanda dal 1002 al 1014). In realtà gli studi di datazione hanno dimostrato che questo modello è stato realizzato circa 400 anni dopo vita del sovrano.

La Uilleann pipe

Questo strumento tradizionale irlandese risale all’inizio del 1700 e ricorda le classiche cornamuse, ma vi sono alcune differenze tecniche che lo differenziano.

La più lampante è che la Uilleann pipe non viene suonata mediante l’aria emessa dalla bocca. Viene invece utilizzato un mantice che, introducendo aria secca nello strumento, riduce gli effetti negativi sull’intonazione causati dall’umidità.

Oltre alle differenze evidenti ad un primo sguardo, la cornamusa tradizionale irlandese si discosta dalle altre per il suono, che risulta essere più dolce.   

La uilleann pipe è composta da una sacca, da un mantice e da un chanter. Quest’ultimo si discosta dalle classiche cornamuse in quanto è composto da nove fori in chiave di Re: Re basso, Mi bemolle, Mi, Fa#, Sol, La, Si, Do#, Re alto. Per produrre gli altri semitoni e completare la scala cromatica esistono delle posizioni particolari da eseguire con le dita o delle chiavi ausiliarie.

Il chanter viene tenuto appoggiato al ginocchio destro in modo da chiudere il foro posto sul fondo e solo per produrre il Re basso.

Oltre al chanter possono essere utilizzati dei tubi supplementari dotati di chiavi inseriti nella sacca: i bordoni e i regolatori. Essi permettono di suonare, oltre alla semplice melodia, degli accordi semplici e di avere una funzione di accompagnamento ritmico.

Quando un apprendista si cimenta a suonare la Uilleann pipe è fondamentale che impari a padroneggiare l’uso dei mantici. Infatti è importantissimo mantenere una pressione costante dell’aria nella sacca, collegata al mantice mediante un tubo (il “pipe”).

Non è difficile comprendere che la uilleann pipe è uno strumento molto complicato da padroneggiare, quindi, nel caso vi imbattiate in un musicista che lo suona, portategli il rispetto che merita.

Al Temple Bar abbiamo avuto la fortuna di assistere ad una esibizione di un trio di cui faceva parte un musicista di uilleann pipe. Semplicemente fantastico!

Violino

Il violino utilizzato nella tradizionale musica irlandese tecnicamente non si discosta dal violino usato in musica classica. In questo caso la caratteristica distintiva risiede nello stile musicale. I musicisti irlandesi infatti si riconoscono per come manovrano l’archetto, o meglio da come lo “maltrattano”. Infatti l’archetto viene usato in maniera vigorosa, picchiando e grattando le corde. Questo stile dona un’impronta ben precisa alla musica irlandese e crea un netto distacco da quella classica.

Whistle

Si tratta di strumenti a fiato appartenenti alla famiglia dei flauti. I più famosi sono i tin whistle, ovvero i flauti di latta. Il suonatore soffia l’aria attraverso un’imboccatura a becco e crea le melodie tappando i sei fori che compongono lo strumento.

A seconda delle dimensioni strumentali esistono diverse tipologie di whistle, le quali avranno differenti intonazioni.

Questi flauti non possiedono una chiave “portavoce” per suonare le note dell’ottava più acuta come in molti strumenti a fiato. Nel whistle la scala può raggiungere due ottave aumentando semplicemente la pressione dell’aria soffiata.

Tuttavia il suo aspetto semplice non deve far pensare che sia uno strumento banale.

Vi sono studi approfonditi che cercano di far evolvere questi strumenti modificandone ad esempio i materiali di cui sono costituiti.

Il whistle presenta un suono secco e brillante che lo distingue dalle altre tipologie di flauti e lo rende perfetto nel destreggiarsi all’interno delle melodie irlandesi.

Bodhrán

Si tratta di uno strumento a percussione molto simile ad un tamburello senza sonagli. La sua forma è cilindrica, con un diametro che può variare tra 25,4 a 66 cm e una profondità dai 9 ai 20 cm. Più il diametro del tamburo è grande più questo avrà un timbro scuro.

La pelle del tamburo è generalmente di capra o di asino e viene fissata sul lato del cilindro costruito in legno. L’altro lato del tamburo è scoperto e il musicista vi inserisce la mano per sorreggerlo e per modificare l’intonazione dello strumento.

Il bodhrán risale agli anni ‘60 dello scorso secolo e veniva suonato inizialmente con la mano e in seguito con un battente in legno. Apparentemente sembra uno strumento molto semplice, ma per mantenere i ritmi incalzanti della musica irlandese è necessario padroneggiare una buona tecnica.  

Concertina

Si tratta del parente stretto della fisarmonica. Fu molto utilizzato a partire dagli anni Venti del Novecento, specialmente nella musica da ballo. La concertina è uno strumento ad ancia libera, facile da trasportare e con un suono ben udibile. Probabilmente queste sono le caratteristiche che hanno reso questo strumento un componente importante di questo stile.

Strumenti cordofoni a pizzico

Sono strumenti di più recente introduzione che, in base alle nostre serate passate ad ascoltare musica irlandese, sono ormai presenti in tutti gli organici. La chitarra, i mandolini, il banjo e i bouzouki sono tutti strumenti che hanno come funzione principale quella di accompagnamento. Essi infatti offrono la base ritmica alla musica grazie alle diverse tecniche con cui vengono suonati e percossi.

Flauto traverso

I flauti traverso utilizzati nelle musica irlandese sono costruiti generalmente in legno e hanno 8 chiavi. Questi strumenti a fiato hanno un suono più rotondo e scuro rispetto ai flauti in metallo. Appartengono alla nobile scuola di liuteria inglese nata a partire dalla metà dell’800. In origine venivano utilizzati in musica classica come evoluzione del flauto barocco, ma furono superati da quelli moderni costruiti in stile Böhm. I musicisti di musica tradizionale irlandese li preferiscono perché il loro suono sembra ricordare melodie di un tempo passato. Inoltre l’assenza di chiavi sui fori principali presenti nei flauti traverso metallici, agevola l’esecuzione dei classici abbellimenti che rendono unico questo stile musicale.

Dopo aver compreso alcune caratteristiche fondamentali di questo stile, se volete potete divertirvi a cercare questi strumenti nelle tradizionali canzoni irlandesi. Di seguito vi proponiamo una serie di brani divenuti famosi in tutto il mondo. 

  • Star of the County Down
  • Drunken Sailor
  • Molly malone
  • Dirty old town
  • Whiskey in the jar
  • Morrison’s Jig 
  • Oró Sé do Bheatha ‘Bhaile
  • The Foggy Dew
  • Go On Home British Soldiers
  • Rocky Road to Dublin

Sul nostro profilo Instagram, all’interno delle storie di Dublino, abbiamo salvato alcuni momenti delle nostre serate passate nei pub dublinesi. Pensiamo che questo sia un modo per farvi conoscere le atmosfere locali e per farvi viaggiare anche un po’ con noi.

Buon ascolto! 

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2 commenti

  • jenny

    Complimenti per la esaustiva e diligente scelta. Grazie per avermi fatto tornare in Irlanda dove ho lasciato un pezzo di cuore!

    • est.travel.blog@gmail.com

      Grazie a te per averci contattato! Gli articoli sull’Irlanda non sono terminati, è un paese pieno di storia e di atmosfere fantastiche!
      Continua a seguirci 🙂

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