Setenil de las Bodegas
Spagna

Setenil de las Bodegas: un paese all’ombra delle rocce

Con i suoi quasi 3000 abitanti, Setenil de las Bodegas è un paesino della provincia di Cadiz, nel cuore dell’Andalusia. Non è molto noto dai turisti, che si affollano perlopiù nei più famosi “pueblos blancos”, cioè i tipici villaggi andalusi con le case bianche. La ragione principale risiede forse nel fatto che, mentre i “pueblos blancos” spiccano sulla cima di un promontorio, Setenil de las Bodegas risulta letteralmente divorata dalle rocce.

Giunti per la prima volta in questo paesino, si ha l’impressione che la roccia sia un’entità vivente che inghiotte le case intorno con le sue pareti a strapiombo sulle abitazioni, ma la realtà è ben diversa. Setenil è un perfetto esempio della capacità dell’uomo di adattarsi alla morfologia del territorio e plasmarla a suo piacimento, dando vita ad uno sviluppo urbanistico in piena armonia con l’ambiente circostante. Qui l’uomo ha approfittato anche dei luoghi di più difficile accesso per usi zootecnici e olivicoli, due delle maggiori ricchezze della zona.

Il paese sorge all’interno della fossa scavata dal Río Trejo, la cui erosione ha plasmato fin dall’antichità l’ammasso roccioso circostante. La scarpata creata dal fiume rivela una buona sezione stratigrafica e ci permette di osservare da vicino il materiale del suolo. Si tratta di arenarie calcaree bioclastiche, cioè costituite da frammenti fossili carbonatici riferibili a detriti di molluschi (bioclasti), che testimoniano che la regione fu occupata da un mare poco profondo tra 6 e 9 milioni di anni fa. Osservando bene la roccia, potreste trovare fossili di brachiopodi, molluschi e bivalvi, ma anche i denti aguzzi del Carcharodon, uno squalo estinto con dozzine di file di denti più grandi della mano di un uomo.

Le case inghiottite dalla roccia

Setenil è sviluppata su due livelli, in base all’ubicazione delle abitazioni rispetto all’ammasso roccioso che attraversa il paese. Le case che si trovano a monte della roccia mantengono le stesse caratteristiche dei classici “pueblos blancos”: le costruzioni sono complete e vengono dipinte di bianco, secondo il tipico stile andaluso che rifugge la luce solare. Al contrario, le abitazioni che si trovano al di sotto della roccia condividono le loro facciate edificate con le pareti naturali in pietra. Il risultato è un meraviglioso contrasto cromatico tra il bianco delle case e il marrone-arancione della roccia.

Uno dei principali motivi che hanno spinto i primi abitanti di questo paesino a scegliere questo territorio per le loro case è sicuramente l’acqua del fiume. Le strade del borgo si sviluppano, infatti, seguendo il corso del Río Trejo. Inoltre, le rocce offrono, grazie alla loro ombra, una temperatura fresca tutto l’anno. Questo aspetto verrà sicuramente apprezzato se avete deciso di visitare l’Andalusia durante la stagione estiva. Infine, proprio a causa del territorio circostante, Setenil è stata una fortificazione naturale che ha avuto un ruolo fondamentale per la protezione del Regno Nazarì. La sua fama di roccaforte inespugnabile ha, infatti, lasciato un segno anche all’interno del nome stesso.

Le origini del nome

Il nome di questo paese deriva dal latino “septem nihil”, cioè “sette volte niente” e si riferisce ai sette fallimentari tentativi di assedio da parte dei cristiani per sottrarlo al dominio arabo durante la Reconquista. I Mori, infatti, occupavano questa parte della penisola iberica sin dal 711. Solo il 21 settembre 1484 la vittoria dell’esercito cristiano portò alla conquista di questo antico borgo dalla posizione strategica. Tale evento si rivelò indispensabile per l’avanzata verso Granada. Curiosità: nel coro della Cattedrale di Toledo è presente una scena raffigurante questo assedio.

Un’altra leggenda riguardante l’assedio di Setenil narra che in quel periodo la regina Isabel la Católica ebbe un figlio, Sebastián, che morì poche ore dopo la nascita. In suo onore fu quindi costruita la prima chiesa di Setenil, chiamata San Sebastián, che è anche il santo patrono della città.

Per quanto riguarda la seconda parte del nome, esistono due teorie a riguardo. Secondo la prima, l’aggiunta “de las Bodegas” risale al XV secolo e si riferisce ai numerosi vigneti presenti all’epoca e alle botteghe in cui si vendeva il pregiato vino andaluso. Purtroppo, di questi vigneti ora non c’è più traccia, a causa di un’epidemia parassitaria avvenuta intorno al 1870. La seconda teoria sostiene che le “bodegas” siano in realtà le enormi cantine ricavate al di sotto della roccia, ideali per la conservazione di cibi e vini del territorio. Un ottimo vantaggio, che vi permetterà di poter assaggiare piatti locali ottimi e mantenuti al fresco anche nelle giornate più calde d’estate.

Visitare Setenil de las Bodegas

Ammettiamo di aver esplorato questo bellissimo paesino un po’ di corsa, tra la visita alla città di Ronda e quella al Caminito del Rey. Tuttavia, il tempo è stato sufficiente per girare la cittadina e persino a farci accogliere da un gentile signore nella sua casa-grotta.

Questa esperienza ci ha permesso di vedere con i nostri occhi un’abitazione con il tetto e le pareti interne di roccia e con la temperatura fresca di una cantina. A stento riusciamo a comprendere come si possa abitare in così poco spazio. Ogni camera è stata scavata nella roccia e ogni nicchia accoglie un elettrodomestico o un sanitario diverso. Tutto è posizionato per essere il più possibile funzionale.

Dopo aver passeggiato per il paese, godetevi una siesta all’interno di uno dei bar inglobati nella roccia bevendo magari una buona cerveza ghiacciata.

Data la nostra esperienza, se avete abbastanza tempo, vi consigliamo di organizzare la visita a Setenil accorpandola, nell’arco di una giornata, alla magnifica Ronda. La strade panoramiche che collegano queste due città seguono un percorso sinuoso che invoglia a percorrerle con calma.

Proseguite poi verso il Caminito del Rey dove potrete ammirare il canyon scavato dall’incessante azione del fiume Guadalhorce.

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