Siviglia e il flamenco
A suon di viaggi,  Spagna

Il Flamenco: dalle origini ai migliori locali andalusi

Se vi recate in Andalusia non potete tornare a casa senza aver assistito almeno una volta ad un’esibizione di Flamenco. In Spagna, ma in modo speciale nel sud del paese, questa forma d’arte è molto sentita. Il nostro consiglio è quello di partire preparati sulla materia in modo da capire cosa si cela dietro ai vocalizzi e ai suoi passi di danza frenetici. In questo modo riuscirete sicuramente ad apprezzare meglio questo stile musicale.

Le origini del Flamenco

Il Flamenco nasce come canto (canto jondo) nel ‘700 dall’incontro di diversi popoli che venivano perseguitati dalla corona spagnola, un particolare mix di tradizioni arabe, ebraiche e gitane. In particolare era stato imposto al popolo gitano di abbandonare i propri usi e costumi, pena il taglio delle orecchie. Questo è stato tradotto nel Flamenco attraverso una serie di lamenti e spesso si sente pronunciare“ahi ahi..”.

Quando si parla di Flamenco quindi non ci si riferisce solo ad un genere musicale, ma si fa riferimento ad un’espressione artistica culturale che è stata praticata clandestinamente per diverso tempo.

Intorno alla metà dell’800 l’aristocrazia spagnola iniziò ad interessarsi a questo nuovo stile musicale e i gitani iniziarono ad animare, con le loro arti, le feste dei nobili.

Il crescente interesse verso il Flamenco portò alla nascita dei “cafés cantantes” , luoghi in cui si poteva assistere alle esibizioni a pagamento degli artisti gitani. Inizia così l’età d’oro del Flamenco e anche i cosiddetti “payos”, i non gitani, iniziarono a sperimentare questa forma d’arte.

Questo portò alla nascita di nuovi stili canori e parallelamente si svilupparono il ballo e l’accompagnamento musicale.

Un “cantaor” degno di nota che più degli altri si cimentò con il Flamenco è stato Silverio Franconetti (1831-1889), un cantante di origini italiane e quindi un payo. Silverio aprì inoltre un suo café dove i migliori artisti andalusi potevano esibirsi liberamente, sempre più accompagnati dalla chitarra. All’interno del “Poema del Cante Jondo” Garcia Lorca ha descritto Silverio come “il perfetto equilibrio tra il miele italiano e il limone andaluso”. 

Nel ‘900 la chitarra assume sempre maggiore importanza e diventa anche strumento solista grazie ad alcuni artisti come Rafael Marin, Ramon Montoya e Luis Molina.

Anche il ballo acquista sempre più importanza, tanto da essere un elemento molto richiesto dal pubblico dei cafès cantantes. La ritmica dei piedi e delle mani, insieme alle varie forme coreografe, diventano imprescindibili nell’esecuzione del Flamenco: lo stile maschile si basa sul movimento tecnico dei piedi, mentre quello femminile si concentra maggiormente sugli ampi movimenti delle braccia e della gonna.

Nel 1980 il Flamenco inizia ad essere insegnato nei conservatori musicali e nel 2010 l’UNESCO lo ha dichiarato Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Diverse sono le ipotesi sull’etimologia del nome. Secondo alcuni deriverebbe dall’arabo “feleg mengu”, ovvero contadino in fuga o senza terra, in quanto i mussulmani e gli ebrei vagavano per il sud della Spagna per fuggire all’Inquisizione o per emigrare. Secondo altre ipotesi il nome si riferisce alle origini fiamminghe dei gitani in quanto “flamenco” in spagnolo significa appunto fiammingo, oppure fa riferimento alla parola “flameante” (ardente), riferita alle esecuzioni concitate dei ballerini.

Lo stile musicale del Flamenco

Esistono più di 50 palos, ovvero stili musicali di Flamenco, che differiscono tra loro per criteri musicali (ritmo, tonalità…) o per regione geografica (come la “Granaìna” da Granada o la “Malagueña” da Malaga). Generalmente i palos vengono distinti in due grandi gruppi: il Cante Jondo (cioè il canto profondo) e il Cante Chico (ovvero il canto piccolo). Del primo fanno parte quei palos che trattano la sofferenza come la “soleà”, la “seguiriya” e la “pentenera”. Al secondo invece appartengono quei canti più leggeri e vivaci come la “bulerìa”, il “tango flamenco” e “l’alegrìa”.

Quello che più ci ha colpito del Flamenco è che la voce è il punto di riferimento di questo stile musicale.  Generalmente noi siamo abituati a canzoni in cui la voce segue una base melodica prodotta dagli strumenti, in cui non cambia di tonalità, altrimenti stonerebbe. Nel Flamenco avviene esattamente il contrario: è la musica che segue i cambiamenti ritmici e tonali della voce la quale si esprime liberamente seguendo le emozioni dell’artista. Il chitarrista deve quindi essere molto attento ai cambiamenti che il cantante mette in atto, sembra quindi una specie di improvvisazione al contrario.

La chitarra tradizionale utilizzata per suonare il Flamenco è un po’ più piccola della chitarra classica in modo da produrre un suono più nitido e generalmente è costruita con legno di cipresso spagnolo e abete.

Oltre alla voce e alla chitarra il Flamenco è famoso per il ballo. Si tratta di uno stile di danza di interpretazione e recitazione. Il ballerino ha il compito di trasmettere il senso della canzone attraverso i suoi gesti, quindi non pensate che sia solo un tizio che si dimena o fa il pazzo. Nel caso in cui ci sia un ballerino la chitarra ha il compito di accompagnarlo dal punto di vista ritmico facendo attenzione ai battiti prodotti dal ballerino con mani e piedi.

Bastano un paio di note suonate sulla scala andalusa per farci subito calare nelle atmosfere andaluse. Questo è il bello del Flamenco, la capacità di generare emozioni.

Dove ascoltare il Flamenco in Andalusia

Siviglia

Se siete a Siviglia il posto migliore per godersi una serata tra tapas e Flamenco è sicuramente il quartiere di Santa Cruz, tra la Catedral de Sevilla e la Real Alcázar.

Per godervi dei buoni spettacoli di Flamenco potete dirigervi al Tablao Flamenco Los Gallos, un piccolo locale dove si respira ancora l’atmosfera di un tempo. Il locale si trova il piazza Santa Cruz 11 e da più di 50 anni si esibiscono i migliori artisti di questo stile musicale.

In Calle Levis 18, nei pressi della chiesa di Santa Cruz, potete bere una cerveza al bar La Carboneria. Qui tutti i giovedì sera si balla il Flamenco, quindi lanciatevi insieme ai clienti abituali.

Se volete assistere ad uno spettacolo ben organizzato potete acquistare un biglietto a La Casa del Flamenco in Calle Ximénez de Enciso.  Le esibizioni avvengono in un piccolo cortile di un palazzo del XV secolo e cercano di ricreare quell’atmosfera intima creata dagli incontri tra parenti e amici per cantare e ballare improvvisando.

Sempre in barrio Santa Cruz c’è poi la Casa de la Guitarra, un centro culturale del Flamenco gestito da José Luis Postigo, chitarrista che ha vinto due premi nazionali per chitarra flamenco (Premio Nazionale di Córdoba e Premio Nazionale di Flamencology di Jerez de la Frontera).

In Calle Cuna 6, più a nord, potete assistere a spettacoli di Flamenco a La Casa della Memoria. Si tratta di un palazzo del XVI secolo con cortile interno in cui si esibiscono i migliori ballerini di Flamenco della città. Se passeggiate da queste parti e qualcuno vi invita a prenotare un posto a teatro non dite subito di no, gli spettacoli vi sorprenderanno.  

Cordoba

La sera,in questa bellissima città dove l’arte romana incontra quella araba, potete cenare ammirando alcuni artisti di Flamenco al Patio De La Juderia, situato in Calle Conde y Luque 6. I tavoli sono disposti tra le colonne romane del patio e su un lato viene allestito un palco in cui si esibiscono gli artisti. Il nostro consiglio è quello di prenotare un tavolo.

Sempre nei pressi della Mezquitas, in calle Buen Pastor 2, potete assistere ad uno spettacolo al Tablao Flamenco Cardenal o, in Calle Velázquez Bosco 10, al Tablao Flamenco Arte y Sabores.

I Tablao sono i tipici locali in cui si esibiscono i ballerini di Flamenco, deriva da tablado che significa pedana. Infatti, il ballerino, per poter fare il più possibile rumore con i piedi, posiziona a terra una pedana di legno su cui sfoga tutta la sua energia.

Granada

In questa magnifica città andalusa, per godersi una serata ascoltando del buon Flamenco, il luogo ideale è il quartiere del Sacromonte, patria del popolo gitano, in cui abbondano le case-grotte scavate nella collina.

Potete percorrere Camino del Sacromonte per poter apprezzare agevolmente le Cuevas e il suono delle chitarre andaluse lungo la strada. Qui ci sono anche diversi bar-ristoranti scavati nella roccia dove potete assistere a spettacoli di Flamenco durante la cena. I migliori locali della zona sono Cueva Zambra la Faraona, Cueva La RocioCueva de los Tarantos.

Un locale situato nel centro della città ai piedi dell’Alhambra, in Plaza Nueva, è il tablao Flamenco La Alboreá. Qui si può assistere a spettacoli dai toni struggenti e tragici, tipici del Flamenco originale. Gli artisti sono dei veri e propri maestri di questo stile, un’esperienza da provare.

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