val tiberina. vista panoramica su Monterchi
Italia

3 borghi da non perdere in Valtiberina

A mezz’ora di auto da Arezzo, c’è un angolo di Toscana che trabocca di arte, storia e natura: la Valtiberina. Questa vallata prende il nome da uno dei fiumi più importanti d’Italia: il Tevere. Questo corso d’acqua nasce a pochi chilometri da qui sul Monte Fumaiolo.

In questo articolo vi porteremo alla scoperta di tre borghi medievali toscani che abbiamo visitato prima di iniziare il nostro tour on the road dell’Umbria.

Infatti la Valtiberina si trova proprio al confine con l’Umbria e non potevamo non visitarli!

Anghiari, il paese della battaglia

Passeggiando tra le pittoresche stradine in pietra di questo tranquillo borgo, viene difficile immaginare che Anghiari sia stata teatro di una battaglia. E perlopiù non di una battaglia qualsiasi, ma di una delle più decisive del XV secolo, che ha consolidato il potere fiorentino su questa zona della penisola italiana. Era il 29 giugno 1440 e l’esercito fiorentino e quello milanese si affrontarono nella pianura ai piedi del borgo, ancora oggi chiamata “Piana della Battaglia”. Non fu uno scontro particolarmente cruento, tanto che Niccolò Machiavelli scrisse ironicamente che quel giorno morì un solo uomo, caduto dal suo cavallo.

“Ed in tanta rotta e in sì lunga zuffa che durò dalle venti alle ventiquattro ore, non vi morì che un uomo, il quale non di ferite ne d’altro virtuoso colpo, ma caduto da cavallo e calpesto spirò”.

N. Machiavelli

Oggi, questo paese della Valtiberina fa parte dei “Borghi più belli d’Italia” ed è molto particolare. Arroccato su un piccolo promontorio, il borgo è attraversato dal ripido corso Matteotti (strada con una pendenza del 13%).

Sulla destra di corso Matteotti c’è un parcheggio gratuito, segnalato anche su Google Maps. Vi suggeriamo di lasciare la macchina qui e di risalire fino a Piazza Baldaccio per iniziare la visita del borgo. Ecco una curiosità sulla statua di Garibaldi presente nella piazza: è l’unica in Italia in cui il patriota indica verso Milano e non verso Roma.

Da qui, addentratevi nel centro storico e perdetevi tra le tortuose stradine. Pensate che nel medioevo, al posto dei gradini, per facilitare la salita da queste ripide stradine era presente una corda laterale.

Passeggiando nel borgo, vi sembrerà che il tempo si sia fermato al Medioevo. Vi consigliamo quindi di camminare senza meta, facendo attenzione a non dimenticare il Palazzo della Battaglia, il Palazzo Pretorio, il Palazzo Taglieschi e il “Campano”. Infine, non potete non fermarvi vicino alle mura per ammirare il panorama fino a intravedere Sansepolcro, la nostra prossima tappa.

Sansepolcro, la città di Piero della Francesca

Questo borgo della Valtiberina è noto in tutto il mondo per aver dato i natali al famoso pittore Piero della Francesca.

Per ripercorrere le sue orme, non potete perdervi il Museo Civico, che ospita alcune sale esclusivamente dedicate al pittore. Qui avrete la possibilità di ammirare il “Polittico della Misericordia” e la “Resurrezione”, opere risalenti alla metà del XV secolo.

Un’altra tappa fondamentale è il Campanile della Chiesa di San Francesco, alla cui progettazione partecipò anche Piero della Francesca.

Poco più avanti, una targhetta ci mostra che l’edificio che stiamo guardando era la casa di Piero della Francesca, oggi sede della Fondazione omonima. Al suo interno è ospitata una mostra permanente dedicata  a Cherubino Alberti e alla scuola degli incisori di Sansepolcro.

Dall’altra parte della strada, i giardini Piero della Francesca ospitano una statua dedicata al pittore, eretta nel 1892.

Proprio vicino ai giardini, troviamo un altro museo caratteristico della città, che Enea non vede l’ora di visitare. Dovete sapere che Enea è laureato in chimica e tecnologie farmaceutiche, quindi non potevamo assolutamente lasciare Sansepolcro senza visitare il Museo Aboca. L’Aboca è infatti un’azienda farmaceutica che ha da sempre cercato dei rimedi partendo da estratti naturali. È un tema molto interessante da approfondire e non potevamo perderci l’occasione per approfondirlo.

All’interno di un palazzo del ‘600, è ospitato infatti l’Aboca Museum composto da due percorsi museali.

 Il primo, “Aboca Experience”, è un percorso interattivo per riflettere sull’innovazione scientifica, sulla cura dell’uomo e sulla sostenibilità ambientale.

L’altro percorso si chiama “Erbe e salute nei secoli” ed è un itinerario storico e sensoriale tra arte scienze e saperi popolari. Nelle diverse stanze potrete ammirare antichi mortai, preziosi contenitori in ceramica e in vetro e testi storici sulle erbe medicinali. Inoltre c’è una bellissima ricostruzione di un’antica spezieria e laboratorio farmaceutico.

Monterchi, il paese della Madonna del Parto

Ultima tappa della nostra gita in Valtiberina, Monterchi è un piccolo borgo arroccato su un colle che fin dall’antichità è detto Mons Herculis (monte di Ercole). 

Non potete assolutamente perdervi questo borgo, perché ospita una delle opere d’arte più enigmatiche del Rinascimento: la Madonna del Parto di Piero della Francesca. Il pittore realizzò l’opera tra il 1455 e il 1465 per la chiesa di Santa Maria di Momentana, per onorare la madre, originaria del paese.

L’immagine è un’esaltazione della maternità. Nel dipinto, la Madonna è incinta e disposta in piedi, orientata di tre quarti, affinché la sua gravidanza risulti ancora più evidente allo spettatore. Con la mano destra si accarezza il ventre, con senso di protezione ma anche di fierezza. Due angeli, simmetrici e speculari nei colori e nel disegno, aprono la tenda del baldacchino per mostrare la Vergine ai fedeli.

Oggi l’opera si trova all’interno di un museo appena fuori dalle mura, dedicato esclusivamente al dipinto. Potete trovare maggiori informazioni sul sito. Una curiosità su questo museo: l’ingresso è gratuito per le donne incinte.

Dopo aver visitato il museo, proseguiamo la nostra visita del paese attraversando l’Arco del Granaio per dirigerci verso il centro storico. Dopo una breve passeggiata, raggiungiamo il punto più alto del paese: la Rocca. Qui si erge la Torre Civica, ricostruita dopo il terremoto del 1917. Ci fermiamo nella terrazza panoramica ad ammirare dall’alto la valle del torrente Cerfone.

La Toscana è una regione meravigliosa, ricca di arte, storia e sapori unici. Ne abbiamo parlato a lungo nel nostro blog perché ci sono moltissime cose da fare e da vedere. Ma adesso ci addentreremo in un’altra splendida regione conosciuta come il cuore verde dell’Italia: l’Umbria.

Come prima tappa visiteremo la bellissima città medievale di Gubbio, non lasciartela sfuggire!

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Alla prossima!

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